4 gennaio – PER GRAZIA RICEVUTA

TEATRI35
PER GRAZIA RICEVUTA
tableaux vivants
dall’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio
Venerdì 4 gennaio
MUSEO DIOCESANO D’ARTE SACRA
PORDENONE
ore 20,45 – ingresso libero

Morbidi drappeggi e muscoli tesi. Lame, frutti e odore d’incenso. Attori come attrezzisti, scenografie modelli del pittore.
Piume e pesi in sospensione.
Il silenzio sacrale profanato dal ritmo della costruzione.
Le tele si compongono sotto l’occhio dello spettatore coinvolto in un’esperienza mistica e sensoriale.
Caravaggio si sente, si assapora, si tocca, si respira, si vede.
La performance sui Tableaux Vivants “Per Grazia Ricevuta” affonda le radici in un’esperienza laboratoriale di svariati anni che pone al centro il corpo dell’attore. Arrivare alla costruzione del quadro non è il fine; ciò che viene ricercata è una modalità di lavoro in cui il corpo è semplice strumento, un mezzo alla pari di una stoffa o di un cesto. Il singolo attore in scena compie azioni sonore, azioni inserite in una partitura musicale in cui ogni gesto è in funzione di una meccanica, di un ingranaggio in cui ciò che viene eseguito è strettamente necessario.

Con Gaetano Coccia, Francesco O. De Santis, Antonella Parrella.

3 gennaio – UN CRISTIANO

CASAVUOTA
UN CRISTIANO
di Alessandro Berti dal libro omonimo di Ignazio De Francesco con Sara Cianfriglia e Alessandro Berti
Giovedì 3 gennaio
ABBAZIA DI SANTA MARIA IN SYLVIS
SESTO AL REGHENA
ore 20.45 – ingresso libero

“Che pace queste montagne stasera. Com’è dolce la salita, non la sento. E com’è lieve lo sforzo sul pedale, come mi costa poco adesso! Ah! Poter essere una lepre, uno scoiattolo, vivere dentro il silenzio del bosco…Essere prete non è una via di mezzo, esige santita,̀ promette gioia: l’hai scritto tu Giovanni, ti ricordi? Sì, però lepre, scoiattolo, albero…”
La storia di Giovanni Fornasini è una pagina luminosa di resistenza civile. Parroco di Sperticano di Monte Sole (Marzabotto) dal 1942 al 1944, questo pretiǹ o trentenne, fisicamente esile e non particolarmente brillante negli studi in seminario, instancabile sulla sua bici nera, diventa in pochi mesi, secondo la definizione che ne diede la popolazione, l’angelo di Marzabotto.

Opera a voci scritta e interpretata da Alessandro Berti

30 dicembre – LEILA DELLA TEMPESTA

CASAVUOTA
LEILA DELLA TEMPESTA
di Alessandro Berti dal libro omonimo di Ignazio De Francesco con Sara Cianfriglia e Alessandro Berti
Domenica 30 dicembre
CHIESA DEL SANTISSIMO CORPO DI CRISTO
DUOMO DI VALVASONE
ore 16.30 – benvenuto in musica con l’arpa di Giulia Fedrigo
ore 17.00 – ingresso libero

“Certe volte mi viene paura di impazzire. E il tempo qui non passa mai.Passera.̀ Più in fretta di quel che immagini.Mi sembra di non essere stata libera mai.
Lo sarai, all’improvviso. Un giorno ti chiameranno e sarai fuori. Sarà magari di sera, di notte. Ho visto gli occhi di chi usciva più smarriti, più angosciati di quando è entrato. Ti troverai su una strada, con due sacchi di plastica in mano. Non è facile Leila.
Tratto dal libro omonimo di Ignazio De Francesco, Leila della tempesta è una riduzione teatrale di un dialogo sorprendente, frutto dei molti anni di lavoro di De Francesco al carcere di Bologna coi detenuti di cultura araba.

Uno spettacolo di Alessandro Berti, dal libro omonimo di Ignazio De Francesco, con Sara Cianfriglia e Alessandro Berti
Alessandro Berti, dopo la scuola del Teatro di Genova fonda L’Impasto Comunità Teatrale, che dirige con la coreografa e attrice Michela Lucenti. Dal2003 al 2005 è in Friuli impegnato nella realizzazione di una SCUOLA POPOLARE DI TEATRO e di ARTE/SOCIETA’/FOLLIA, progetto tematico su teatro e sofferenza mentale in collaborazione con il DSM Udine, il Centro di accoglienza Balducci e il CSS.

Al termine dello spettacolo,
un incontro con Don Pierluigi Di Piazza

27 dicembre – UNE DI’ E UNE GNOT

Compagnia dell’Associazione Teatrale Friulana
UNE DI’ E UNE GNOT spettacolo in marilenghe
Giovedì 27 dicembre
SALA DELL’EX ASILO
LESTANS – SEQUALS
ore 20,45 – ingresso libero

Franco è un giovane uomo che vive nell’indolenza e nel consumo esagerato di tutto quello che porta all’oblio della coscienza. Maja, è la donna che lo spingerà nel baratro, ma sarà il “dotôr”, un affarista senza scrupoli che spingerà Franco ad un’azione tremenda e per la quale sarà l’unico a pagare. Su tutti, lo sguardo malinconico di un barista, uno straniero enigmatico, un pensatore, a cui è affidato il compito di ammonirci sulla necessità di “ascoltare e pensare”. Per tentare di capire.
“Une dì e une gnot” è un dramma moderno in atto unico, scritto con un linguaggio asciutto, crudo, ma a volte estremamente poetico, nel quale il dialogo quotidiano fatto di stereotipi e banalità, si mescola con le fughe visionarie e le invettive disperate alla ricerca di un senso alla propria vita. È un grido d’allarme alla troppa facilità con cui i giovani si consegnano al male, arsi da una sete bruciante di successo immediato, ottenuto evitando tutte le tappe, lo studio e la fatica.

Testo di Paolo Sartori, regia di Claudio Mezzelani
Con Riccardo Trevisani, Lisa Pericoli, Valdi Tessaro, Borislav Vujnovic
L’ Associazione Teatrale Friulana è il riferimento regionale del teatro in marilenghe. Questa messa in scena risponde a un’esigenza di crescita degli associati, che possono riconoscersi in opere dirette da registi in grado di sviluppare drammaturgie nuove e illuminanti indicando vie alternative e più mature per le loro produzioni.

Domenica 16 dicembre – SULLE CORDE DEL VIAGGIO Concerto d’arpe

LES FILS ROUGES
SULLE CORDE DEL VIAGGIO Concerto d’arpe
Domenica 16 dicembre
CHIESA DI SANT’ULDERICO
VILLANOVA – PORDENONE
ore 17,00 – ingresso libero

Nell’ambito delle celebrazioni per Odorico 700, un viaggio nella musica alla ricerca della pace interiore, della libertà, del dialogo e della magia del Natale.
Si parte proprio dall’“io” più profondo di ciascuno, artista e ascoltatore.
Si attraversa la vita di un grande compositore barocco, rigoroso nella sua arte compositiva quanto nella sua determinazione di essere profondamente se stesso e profondamente libero nelle sue scelte musicali.
Si viaggia da Venezia alla Cina, sulle tracce di Odorico, in quell’incredibile avventura che, seppur sorretta dalla fede, ha certamente attraversato mille difficoltà, anche nello spirito.
Si viaggia con la mente e con il cuore, e si sogna un mondo migliore, un mondo di pace, dove davvero l’umanità sia unita in un unico abbraccio.
E infine ci si lascia trasportare dalla magia del Natale, così diverso nelle sue melodie tradizionali provenienti da tutto il mondo, ma così unico nel suo universale messaggio di gioia.

Giada Dal Cin, Lucia De Antoni e Alice Populin Redivo si sono diplomate presso i conservatori di Castelfranco Veneto e di Venezia, sotto la guida della prof.ssa Elisabetta Ghebbioni.
Svolgono attività concertistica sia come soliste che in formazioni cameristiche, collaborando con diverse realtà orchestrali del Veneto e del Friuli Venezia Giulia

Mercoledì 12 dicembre – QUESTO E’ IL MIO NOME

TEATRO DELL’ORSA
QUESTO E’ IL MIO NOME
di Alessandro Berti
Mercoledì 12 dicembre
CHIESA DEL CRISTO PORDENONE
ore 20.45 – ingresso libero

Dopo lo spettacolo, un incontro con gli attori e i registi.

Una finestra aperta su storie invisibili, un orecchio rovesciato su un canto che attraversa i mari e i deserti, uno spazio e un tempo per lasciare un segno. Da Senegal, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Nigeria, Gambia, sul palco si srotolano le orme di Odissei in viaggio. Storie incise nella polvere e nella carne, scintille di memoria, passi protesi in avanti e occhi che guardano indietro. “Non dimenticare di portare scarpe buone per il viaggio. Non dimenticare i bambini. Non dimenticare il mio nome.”
Giovani migranti dell’Africa sub sahariana si mettono alla prova sul palco di un teatro, sono portatori di saperi, storie e cultura di un mondo che inesorabilmente si avvicina verso l’Europa. Energia, slancio vitale, speranze di futuro che meritano di essere ri-conosciute, senza smorzarsi sopite nelle attese di un respingimento, di un diniego. Arrivati con niente portano tutti sé stessi, ci arricchiscono di nuove parole, suoni, idee, cuore, braccia e gambe. Ci aiutano a ricordare la dignità di ogni persona.

Con i richiedenti asilo e rifugiati del progetto Sprar di Reggio Emilia. Attori: Ogochukwu Aninye, Djibril Cheickna Dembélé, Ousmane Coulibaly, Ezekiel Ebhodaghe, Lamin Singhateh. Testi e regia di Monica Morini e Bernardino Bonzani.

Domenica 9 dicembre – IL DESIDERIO SEGRETO DEI FOSSILI

MANIACI D’AMORE
IL DESIDERIO SEGRETO DEI FOSSILI
scritto, diretto e interpretato da Francesco d’Amore e Luciana Maniaci e con David Meden
Domenica 9 dicembre
CHIESA DEL SANTISSIMO CORPO DI CRISTO DUOMO DI VALVASONE
ore 16.30 – benvenuto in musica con l’arpa di Sabina Emanuela Bursuc
ore 17.00 – ingresso libero

Nulla è mai accaduto a Petronia. Gli abitanti sono 73, da sempre. Nessuno nasce e nessuno muore, perché nel paese di pietra non c’è acqua dunque non c’è vita. Pania da quando ha memoria aspetta un bambino che non partorirà mai. Sua sorella Amita, l’unica donna in paese rimasta sola, senza marito, spaiata, sogna di poter dar fine alle sue sofferenze, ma non potrà farlo mai.
La sola occupazione concessa agli abitanti del paese è quella di guardare una serie tv, in onda da un’eternita.̀ Un giorno però Amita, innamorata del protagonista, riesce, a furia di baci, a strapparlo dalla sua realtà e portarlo nella propria.
Jhonny Water approda a Petronia. E’ un marinaio e porta con sé l’acqua. L’equilibrio del paese si inclina. Le cose iniziano ad accadere.
La vita erompe. Ed è tutta colpa dello straniero venuto dal mare.

Una riflessione sulla paura del diverso, della vita e del divino, ispirato dai testi di Florenskij, di Genet e di Pirandello.
Terza tappa della Trilogia all’Insu,̀ dopo “La crepanza” (prod. Teatro della Tosse di Genova) e “La casa non vuole” (radiodramma per RadioRai3), con questo lavoro, i Maniaci d’Amore indagano i territori del sacro.

Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato da Francesco d’Amore, Luciana Maniaci e con David Meden.
Segnalazione migliore spettacolo Premi Ubu 2017. Segnalazione migliore compagnia Premio Rete Critica 2017.

Sabato 8 dicembre – PREGO la gallina la guerra e io

GIOVANNA MORI
PREGO la gallina la guerra e io
Sabato 8 dicembre
CHIESA DI S. LEONARDO PROVESANO – SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA
ore 20.15 – benvenuto in musica con l’arpa di Giulia Fedrigo
ore 20.45 – ingresso libero

Prego è la storia dell’incontro tra una donna e una gallina.
La donna abita in una casa su una strada larga di quelle che portano alla tangenziale. La gallina è scappata dal camion che la portava alla fabbrica di hamburger di pollo.
La donna quel mattino ha letto una notizia sul giornale e si sente perduta. Pregano. Ma come possono pregare una gallina e una donna insieme in una rosticceria.
E quando la donna chiede alla gallina: Tu che di sicuro sai chi è nato prima tra l’uovo e la gallina e che quindi conosci il mistero, dimmelo per favore, ne ho bisogno. E la gallina dice: Zitta e ascolta. “Prego” è un work in progress, un usso interiore che pare nascere da appunti e venire fuori direttamente dall’anima. La donna e la gallina in un dialogo quasi surreale, eppure molto vero, condividono pensieri e ricordi scoprendosi via via sempre più simili.

Spettacolo di e con Giovanna Mori, luci: Gianfranco Lucchino, costume: Chiara Aversano
Giovanna Mori, attrice, autrice e sceneggiatrice. Nata in Austria da una famiglia di musicisti, giovanissima si trasferisce a Parigi dove studia e lavora all’ Ecole National du Cirque A. Fratellini, e alla scuola Jacques Lecoq. Con Rosa Masciopinto, crea il duo comico ‘Opera Comique’ che ha avuto grande successo di pubblico e di critica per quindici anni.

INCONTRI

 

INCONTRI


Lunedi 17 dicembre
Salone d’Onore della Società Filologica Friulana – Via Manin 18, Udine –
Ore 20,45 “Comunicazione interreligiosa e spiritualità: opere, produzioni ed esperienze teatrali in Friuli Venezia Giulia”


Domenica 30 dicembre
Caffè Municipio – Pordenone
Ore 11.30 – “Kirchenclownerie – Clown in chiesa” – incontro con Gisela Matthiae


Domenica 30 dicembre
Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo – Duomo – Valvasone
Ore 17,00 – casavuota  LEILA DELLA TEMPESTA
Al termine dello spettacolo – incontro con Don Pierluigi Di Piazza


Venerdì 4 gennaio
Museo Diocesano d’Arte Sacra – Pordenone
Ore 18,00 – ‘‘La Sala del Futuro: presidi sociali e culturali – rigenerare gli spazi per rigenerare le relazioni’’