Domenica 8 dicembre – CON ME IN PARADISO

TEATRO PERIFERICO
CON ME IN PARADISO
Domenica 8 dicembre
CHIESA DEL SANTISSIMO CORPO DI CRISTO
DUOMO – VALVASONE
Ore 16,30 benvenuto in musica
Ore 17,00  spettacolo – ingresso libero

Con me in Paradiso sviluppa due storie parallele: la prima è il racconto di due moderni “ladroni”, il padrone di una ex fabbrica e un extracomunitario, entrambi in fuga dalla polizia, che a un certo punto si ritrovano a tu per tu con un personaggio a loro sconosciuto, Gesù, anch’egli inseguito da una folla inferocita.
La seconda è la storia vera del gruppo di lavoro che si è creato attorno alla messa in scena del copione omonimo: gli attori di Teatro Periferico e alcuni richiedenti asilo.
Partendo dal testo di Mario Bianchi, il lavoro si è intrecciato con il vissuto dei partecipanti al laboratorio. Così, alla finzione della vicenda si è andata sovrapponendo la vita reale.
A far da filo conduttore, un episodio evangelico: entrato Gesù a Gerico, Zaccheo desidera vederlo. Essendo piccolo di statura sale su un sicomoro. Gesù gli dice: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Con me in Paradiso racconta la storia dell’incontro e dell’amicizia tra gli attori e i migranti.

Regia Paola Manfredi,
testo di Mario Bianchi, drammaturgia di Dario Villa,
con: Abdoulaye Ba, Maoudo Diao, Siaka Konde, Loredana Troschel, Dario Villa

Teatro Periferico (Cassano Valcuvia – VA) ha sviluppato nel corso della sua ultradecennale attività una spiccata attenzione ai luoghi. Le sue produzioni maggiori hanno sempre preso ispirazione dai paesaggi umani, dalle geografie poetiche: che si tratti di una fabbrica, di un quartiere o, ancora, di una paesaggio lacustre, i luoghi e le persone che li hanno vissuti sono al centro di un lavoro accurato di raccolta di storie, di ricostruzione della memoria e di restituzione artistica, in un processo sociale condiviso.
Partendo dalla convinzione che ogni luogo è unico, così come ogni persona è un “ciascuno”, il lavoro della compagnia va nella direzione di lasciare ciò che è altro da sé nella sua alterità, sottraendosi alla tendenza ad assimilarlo a ogni costo. Ciò non preclude tuttavia la partecipazione empatica con la natura del luogo.


Dopo lo spettacolo
regista e attori incontreranno il pubblico.